lunedì 12 gennaio 2009

PARROZZO

Il parrozzo fu ideato e preparato nel 1920 da Luigi D’Amico, titolare di un laboratorio di pasticceria a Pescara. D'Amico ebbe l’idea di fare un dolce dalle sembianze di un pane rustico anche detto pane rozzo (da cui è derivato il nome “Pan rozzo”), che era una pagnotta semisferica che veniva preparata dai contadini con il granotrurco e destinata ad essere conservata per molti giorni. D’Amico fu ispirato dalle forme e dai colori di questo pane e riprodusse il giallo del granoturco con quello delle uova, alle quali aggiunse la farina di mandorle; invece, lo scuro colore dato dalla bruciatura della crosta del pane cotto nel forno a legna fu sostituìto con la copertura di cioccolato.

La prima persona alla quale Luigi D’Amico fece assaggiare il parrozzo fu Gabriele d'Annunzio, che, estasiato dal nuovo dolce, scrisse un sonetto “La Canzone del Parrozzo”.

Il Pan dell'Orso è un dolce abruzzese, simile al Parrozzo, cui differisce nella preparazione dell'impasto, perché c'è l'aggiunta del miele e del burro per dare più morbidezza all'impasto.(wikipedia)

La ricetta che riporto e' quella della madre del mio compagno...extra garantita!
Naturalmente qualche variazione l'ho fatta...le mandorle amare e un po' di buccia d'arancia che ho visto in molte ricette e che credo aggiungano gusto a questo dolce buonissimo e semplice!
La ricetta e' per 2 parrozzi.

Ingredienti:
-6 uova
-100 gr di farina 00
-100 gr di semolino
-250 gr di zucchero
-165 gr di olio di semi
-200 gr di mandorle tostate e macinate
-la buccia grattugiata di un grosso limone non trattato
-buccia grattugiata di mezza arancia non trattata
-1 bustina di lievito per dolci
-6 mandorle amare(io ho sostituito con 2 cucchiaini da the di essenza di mandorla)
-150 gr di cioccolato fondente


.tostare le mandorle in fono per 10 minuti e tritarle molto finemente
.montare gli albumi a neve ferma e incorporare meta' dello zucchero
.unire lo zucchero restante ai tuorli e aggiungere il semolino,l'olio a filo,la farina,le mandorle tritate,la buccia d'arancia e di limone fino ad ottenere un impasto omogeneo
.aggiungere il lievito ed infine gli albumi
.versare il composto neggli appositi stampi imburrati ed infarinati
.cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti circa
.lasciar raffreddare completamente il dolce e ricoprirlo col cioccolato sciolto a bagnomaria.
Lasciar asciugare la glassa per 3,4 ore.
Il dolce si conserva in luogo fresco fino a 10 giorni.
Prima di confezionarlo lasciarlo riposare per 12 ore.





9 commenti:

lenny ha detto...

E' un dolce di cui non avevo mai sentito parlare e che mi incuriosisce molto: è vero che le ricette regionali sono tantissime ed andrebbero valorizzate e diffuse di più.
Ciao

Laura ha detto...

Chiara, scusa, mi avevi scritto di venire a ritirare due premi ma non li trovo. Mi puoi aiutare?
Se poi hai cambiato idea... va bene lo stesso.

RosaMaría ha detto...

Chiara: grazie tanti per il tuo regalo.Los puse in amerizando.blogspot.com y el otro.
Questo e bellísimo e sicuramente molto buono, ¿perqué hay que lasciarlo reposare per 12 horas? O capito male? Baci per te.

Sabrina ha detto...

Ragazza ma tu mi leggi nel pensiero! Ogni volta mi soffermo sulle pagine dedicate al parozzo sul mio ricettario e vorrei provarlo,poi...lascio. Adesso ho un motivo in più,visto la bella riuscita del tuo.

Ciao

chiara ha detto...

* Sabrina provalo!e' davvero semplice come preparazoine...ma e' buonissimo!una goduria...

*Rosa Maria:dopo la glassatura col cioccolato mi hanno suggerito di lasciarlo riposare...io l'ho fatto riposare per 6 ore...per essere sicura che fosse ben asciutto prima di confezionarlo.
Il perche' non lo so...ho solo eseguito gli ordini:-)

Kakawa ha detto...

Ciao chiara!
Grazie per essere passata sul mio blog...soprattutto perché mi hai permesso di conoscere il tuo! :-)
E' veramente interessante, complimenti!

anna ha detto...

Mangiavo sempre questo buonissimo dolce, da piccola. Un amico di famiglia commerciava mandorle e a Natale ci regalava, oltre alle mandorle anche una decina di questa dolci. Baci

martina ha detto...

Ciao! Ho appena conosciuto il tuo blog...molto carino, complimenti!! ho mangiato il parrozzo tanti anni fa quando andavo all'universita' ad Ancona e una mia coinquilina (di Pescara) arrivo' con questo dolce a noi sconosciuto...ma che non abbiamo piu' dimenticato! E' davvero buonissimo ma non ero mai riuscita ad avere la ricetta!Grazie mille!!! Questo Natale non manchero' di onorare i ricordi universitari! Nella ricetta hai scritto che le quantita' sono per due parrozzi...mi potresti dire le dimensioni degli stampi? cosi' vedo di fare le giuste proporzioni rispetto allo stampo che ho io (che e' un po' adattato!!)grazie ancora Martina

Iacopo ha detto...

Ciao
volevo sol puntualizzare che questa ricetta non ha nulla a che vedere con la ricetta originale del Parrozzo.
Non sono previsti lieviti, farina e olio. Tutti componenti aggiuntivi che appesantiscono l'impasto e sono del tutto superflui.
Per 1 parrozzo:

-6 uova
-250 gr zucchero
-150 gr semolino
-150 gr mandorle dolci
-2/3 mandorle amare
-mezzo limone grattugiato
-mezzo limone spremuto

180 gradi per 60 minuti
dopo 12 ore si passa alla copertura che prevede

-150 gr cioccolato fondente
- scorza d'arancia
- tazzina di caffe
- poco burro

buon appetito.
Iacopo